LA  PREVENZIONE


Il campo della prevenzione psicologico-esistenziale con le famiglie è stato trascurato per troppo tempo. Per fortuna alcuni recenti progressi nella prevenzione di molteplici malattie fisiche hanno dimostrato la validità del vecchio adagio:
”Un grammo di prevenzione vale più di un barile di terapia.”

La prevenzione consiste in approcci, procedure o metodi, orientati a migliorare le competenze comunicativo-relazionali personali e interpersonali nei ruoli di partners, genitori e figli, (compresi addetti a qualsiasi tipo di attività sociale ed istituzionale).

La prevenzione nel campo della salute mentale ed esistenziale integra una molteplicità di forze individuali e di gruppo che riducono le disfunzioni e i disordini emotivi, migliorando le competenze interpersonali.


I  LIVELLI  DI  PREVENZIONE

Normalmente la prevenzione viene suddivisa su tre livelli :


1) Prevenzione primaria : - prima che accada (sensibilizzazione)
Questa consiste nel promuovere le condizioni che possono far aumentare la competenza esistenziale comunicativo-relazionale e le abilità sociali. Questa attività dovrebbe essere svolta a livello di sensibilizzazione, informazione e formazione sociale e culturale.

2) Prevenzione secondaria : - prima che peggiori (diagnosi precoce-intervento strategico)
La precoce identificazione, diagnosi e trattamento problem-solving di casi in difficoltà, permette di accorciare i tempi e quindi consente all’individuo di apprendere più efficacemente le abilità necessarie ad affrontare le difficoltà esistenziali. Di conseguenza si riduce la frequenza dei disagi.

3) Prevenzione terziaria : - prima che sia troppo tardi (intervento terapeutico mirato)
Essa affronta la riabilitazione da problemi emotivi ed esistenziali e da disfunzioni, quando la rottura è già avvenuta, vale a dire con le persone o le famiglie in crisi che non sono capaci di cavarsela da sole. La patologia si è già installata e la cura diventa di pertinenza della sanità, per l’intervento curativo-psicoterapeutico.

PERCHE’  FARE  PREVENZIONE

a) la prevenzione è meno costosa

Gli interventi a livello preventivo costano meno sia in moneta che in impegno, tanto da parte dell’istituzione che dell’utente. Trattandosi di sensibilizzazione, informazione e formazione, conoscendo i presupposti che portano ai disagi, questi possono essere se non evitati fortemente ridotti. Tale riduzione porta ad una riduzione di costi e sofferenze sia sociali che individuali.
L’eccessiva sofferenza che può portare al ricovero psichiatrico poi, come ultima risorsa, ha costi altissimi e tende a lasciare segni indelebili. Le eventuali alternative alla ospedalizzazione, quali gli interventi sulla comunità e sulla famiglia, sono risultate invece più efficaci e realizzabili a costi minori.
La prevenzione offre la possibilità di intravedere per tempo i potenziali pericoli. Il pronto intervento permette di ridurre le disfunzioni ed i disturbi relazionali, migliorare e aumentare le competenze interpersonali ed alleviare le sofferenze del soggetto nel più breve tempo possibile.

b) la prevenzione è innovativa

Introduce una nuova mentalità e promuove nuove politiche operative volte all’innovazione, al cambiamento, al progresso, tanto a livello ideologico che a livello pratico, allarga le prospettive sociali ed esistenziali.

c) la prevenzione è più facile

E’ senz’altro più facile trattare con persone, famiglie e comunità funzionali che trattare con resistenze e difese patologiche consolidate e con modelli rigidi di relazione che rientrano ormai nel disagio psichico. Ciononostante la prevenzione è rigorosa quanto la terapia, ha basi teoriche e si traduce in metodologie scientificamente corrette.

d) la prevenzione è più felice

Permette di non disperdere energie né da parte dell’operatore né da parte dell’utente, perché il disagio viene evitato o rapidamente superato: il disagio e la sofferenza durano molto meno tempo, con la conseguenza di poter vivere una vita più soddisfacente, costruttiva e serena.


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